Progetto chiave e-ID

Ufficio federale di giustizia, Ufficio federale di polizia, Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione

L'essenziale in breve

Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha esaminato per la seconda volta il programma per la prova elettronica dell’identità (e-ID). Nell’ambito della presente verifica, il CDF ha valutato i progetti «Emissione e-ID» e «Infrastruttura di fiducia» nonché la configurazione tecnica della sicurezza IT dell’e-ID svizzera. L’attuazione di questi progetti è di competenza dell’Ufficio federale di giustizia (UFG), dell’Ufficio federale di polizia fedpol e dell’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT). Per «infrastruttura di fiducia» si intende la piattaforma tecnica messa a disposizione dalla Confederazione per i processi relativi all’utilizzo di un’identità elettronica svizzera. L’infrastruttura di fiducia è di tipo aperto, affinché possano essere integrate anche altre prove elettroniche.

Per lo sviluppo e la gestione dell’infrastruttura di fiducia, il rilascio dell’e-ID e i progetti pilota, sono stati approvati stanziamenti pari a circa 182 milioni di franchi. Una volta concluso il progetto, si prevedono spese di gestione annuali pari a circa 25 milioni. Al momento della verifica, la legge del 20 dicembre 2024 sull’Id-e è oggetto della votazione federale del 28 settembre 2025. La versione di prova dell’e-ID «Public Beta» e l’applicazione (app) per telefoni cellulari «swiyu» sono operative dalla fine di marzo 2025. Con swiyu è possibile salvare mezzi di autenticazione elettronici come l’e-ID e presentarli in formato digitale al momento di una transazione.

Fino al lancio dell’e-ID, previsto non prima del terzo trimestre del 2026, il programma prevede ancora alcuni compiti importanti da portare a termine. Il CDF si dice preoccupato per il numero di questioni ancora aperte e ritiene vi sia il rischio che la fase di stabilizzazione prevista alla fine del programma possa essere utilizzata in modo improprio come riserva di tempo per lavori di sviluppo o di correzione non pianificati. Dal momento che sotto il profilo del rischio l’assenza di errori e la maturità del prodotto sono più importanti della tempestività della sua introduzione, il CDF raccomanda di mantenere nella sua interezza la fase finale di stabilizzazione, anche se dovesse comportare un rinvio dell’introduzione dell’e-ID.